Cosa vuol dire avere l ematocrito basso?

Che cos’è l’ematocrito

L’ematocrito, indicato con Hct, indica il rapporto che c’è tra globuli rossi, piastrine e leucociti rispetto al plasma che è la componente fluida del sangue. Per conoscere il valore, è sufficiente effettuare un normale prelievo del sangue. Di norma, il valore dell’ematocrito nelle persone adulte si aggira intorno al 38% – 50% per gli uomini e al 35% – 44% per le donne. A volte, si riscontrano dei casi in cui l’ematocrito è troppo basso perché i globuli rossi sono minori rispetto al plasma e allora vediamo di capire quali sono i sintomi e le cause.

Quali sono i sintomi

Sono parecchi i sintomi che possono indicare una situazione in cui l’ematocrito è basso; la stanchezza e un senso generale di affaticamento sono tra i primi. Capelli e unghie diventano più fragili. Alzandosi da una posizione orizzontale a quella verticale, si potrebbe avvertire vertigine e capogiro. Con l’ematocrito basso è anche comune avere un mal di testa come la cefalea. Infine, la milza si presenta ingrossata e dolorante.

Quali sono le cause

Una situazione di ematocrito basso è comunque naturale in caso di gravidanza, mestruazioni con flusso abbondante, idratazione eccessiva e attività fisica prolungata. Ci sono però delle cause che non sono patologie. La prima tra le cause è un’emorragia seguita da infezioni di diversa natura. Anche l’anemia sideropenica e quella emolitica sono da contare tra le cause. La cirrosi epatica determina anch’essa una situazione di carenza di globuli rossi e bianchi nel sangue. Il cancro, la leucemia e il linfoma sono da contare tra le cause come anche una carenza di vitamine, in particolare del gruppo b. L’insufficienza renale cronica e la collagenopatia chiudono il quadro.

Come intervenire

Una possibile soluzione all’ematocrito basso può essere l’alimentazione così da risolvere il problema in combinazione con i farmaci prescritti dal medico. Meglio preferire cibi ricchi di ferro come le verdure a foglia verde (spinaci, rucola, biete) o acne i legumi, lenticchie in primis, che però non vanno cotti troppi altrimenti il loro contenuto di fibre potrebbe ostacolare l’assimilazione del ferro.