Che cos’è lo slow food?

Le caratteristiche dei prodotti con questo marchio

Stagionalità

Il rispetto delle stagioni e del ritmo della natura è un principio importantissimo che non deve mai essere dimenticato nel nome della produzione agroalimentare di massa. Per questo motivo, non si troverà mai un pomodoro in pieno dicembre perché la sua naturale coltivazione non avviene in questo periodo dell’anno.

Filiera corta

I prodotti con il marchio slow food hanno una filiera corta, se non addirittura cortissima. Si tratta del cosiddetto “chilometro zero”, che sta a significare un percorso breve dal produttore al consumatore finale. I prodotti con questo marchio perciò non sono distribuiti tramite un grande sistema di produzione e si consiglia sempre di consumare prodotti locali, provenienti dal territorio, evitando invece prodotti provenienti da lontani Paesi stranieri, anche perché in questo modo ciò che si porta in tavola sarà più buono.

Recupero

I presidi slow food hanno anche lo scopo di andare a ritrovare quelle che erano delle colture tipiche del territorio. Ci sono, infatti, moltissime varietà regionali di ortaggi e frutti che sono purtroppo andati perduti con l’avvento della coltivazione di massa. La varietà dei cibi portati in tavola ha anche un risvolto in termini di salute perché introduciamo nel nostro organismo nutrimenti sempre diversi. Il recupero di certe colture è un lavoro duro che però dà i suoi risultati in termini di gusto e di promozione del territorio. L’obiettivo è anche quello di valorizzare la cultura gastronomia locale.

Quantità

Tutte le caratteristiche sopra elencate hanno un risvolto in termini di quantità: la produzione è di certo limitata e non si parla di grandi produzioni alimentari.

Rispetto

Il cibo prodotto secondo questi criteri è anche rispettoso di chi lo produce perché il cibo è nutrimento e non fonte di guadagno. L’obiettivo non è quello di produrre al massimo per avere il massimo degli introiti ma di produrre rispettando la natura e chi lo coltiva per nutrici meglio. Una coltivazione di questo tipo ha come risultato il contrario dell’impoverimento del suolo che, invece, si è visto con la produzione agricola di massa.